Il male del Trasporto Pubblico…

Incompetenza e Politica Clientelare

La situazione drammatica che vivono tutti i lavoratori, in questo momento di grande difficoltà dell’economia italiana, soprattutto per la nostra regione ed in particolare per la provincia di Pescara, impone che sia palese una presa di coscienza ed un’assunzione di responsabilità, da parte anche delle organizzazioni sindacali ed è per questo l’UGL di Pescara lancia il suo grido di allarme.
Negli ultimi due anni, chi ha governato il territorio, a vari livelli, ha dimenticato che le organizzazioni sindacali non operano in contrapposizione alle istituzioni, ma sono interlocutori privilegiati di chi opera all’interno di realtà produttive.
L’UGL, due mesi fa ha organizzato una tavola rotonda, primo di una serie di incontri, dal titolo potremmo dire significativo: “Innovare per uscire dalla crisi”. Dibattito e riflessioni incentrate sui settori di grande problematicità come Sanità e Trasporti. All’evento sono stati invitati tutti gli addetti al lavoro della pubblica amministrazione. Registrando la sola presenza del Presidente della Provincia di Pescara. L’occasione voleva essere propizia non solo nel porre sotto la lente di ingrandimento le criticità di questi settori, ma anche nel proporre soluzioni. A formularle abbiamo chiamato gli stessi lavoratori che sono impegnati nel duplice ruolo di cittadino-utente e cittadino-operatore.
Particolarmente preoccupante ai nostri occhi risulta essere la condizione nella quale versano le aziende di trasporto pubblico. Sono stati proprio i nostri iscritti a segnalarci situazioni che hanno superato i livelli di guardia. Di cosa siamo fortemente preoccupati?

Andiamo con ordine:
• Dei processi di ristrutturazione che le aziende pubbliche e quindi anche quelle dei trasporti, saranno chiamate a gestire nei prossimi mesi; che la scelta delle persone, indicate dalla politica per guidarli, possa non essere orientata alla filosofia “della persona giusta al posto giusto. Questo, a detrimento dell’efficienza e l’efficacia dei risultati attesi. L’arrivo di nuovi amministratori era stato foriero di cambiamenti rispetto ad una gestione che negli anni passati non era apparsa certamente virtuosa. Tuttavia, già dopo pochi mesi d’esercizio abbiamo notato incongruenze e mancanza di risultati. Alcuni esempi per meglio comprendere le argomentazioni che il sindacato pone all’attenzione di quanti in indirizzo:
• Perché non si verificano alcune tratte urbane e sub-urbane, servite da più gestori, e se queste sono in linea con una gestione oculata del denaro pubblico? Se la tratta risponde a effettiva necessità della popolazione? Perché non verificare se tutti i comuni collaborano economicamente, come previsto per il servizio di trasporto sul proprio territorio? Segnaliamo a proposito di questo ultimo quesito che:
I costi per i chilometri in più percorsi dalla GTM di Pescara a favore del Comune di Spoltore, già deliberati dalla precedente amministrazione e confermata dall’attuale, per garantire i collegamenti con il centro commerciale ARCA; sono di fatto sostenuti, se non direttamente dal comune stesso o almeno dai gestori del centro commerciale?
A. I costi per i chilometri in più percorsi, in favore del comune di Cappelle sul Tavo, concessi dall’attuale amministrazione, sono regolarmente finanziati oppure elargiti a titolo gratuito?
B. Stesse domande per le circolari di Montesilvano e Francavilla.
C. L’eventuale mancato introito da parte dell’azienda costituirebbe un danno economico ed è per questo che sarebbe auspicabile conoscerne entità e criteri guida.
Queste sono una prima tranche di domande a cui si devono dare risposte esaurienti.
L’UGL ha cercato di fare una panoramica, che sappiamo non essere completa solo per problemi di tempo. Se qualcuno fosse interessato ad approfondire queste tematiche, potremmo argomentare per pagine e pagine, con dovizia di particolari.
Sono tante le domande che ci siamo posti nell’esaminare la situazione di criticità di queste aziende. Ad alcune abbiamo provato noi a dare una risposta che altrimenti, attenderemmo invano dagli amministratori. Attendiamo eventuali conferme e/o smentite alle nostre tesi, auspichiamo anche che quanti in indirizzo e per quanto di competenza, ci forniscano quelle risposte che sono dovute ai lavoratori di queste aziende.

A. Qualcuno si è mai chiesto il motivo per il quale il costo/i del/i servizio/i sono eccessivi?
B. Il servizio offerto è sempre rispondente alle esigenze del cittadino?
C. L’incremento esponenziale dei costi è pari alla qualità del servizio offerto?
La risposta, a queste ultime tre domande, senza tema di smentita è NO!

D. È corretto dire che la levitazione delle risorse economiche è causata dall’incapacità gestionale di chi è stato messo a capo di talune aziende?

Per onestà dobbiamo rilevare che ciò accadeva anche con le passate amministrazioni. Probabilmente perché sono stati indicati a gestirle, personaggi politici non utilizzabili in ambito istituzionale, capita infatti di non essere eletti…, messi a svernare a carico dei contribuenti nelle aziende regionali in attesa della prossima tornata elettorale. Non dovevano essere designati invece Manager di provata esperienza?
In questo momento registriamo la presenza di Manager che, pur disponendo del denaro necessario, hanno preferito non manutenere il vetusto parco macchine, ignorando le continue segnalazioni del personale e degli stessi sindacati. Mezzi, che a causa dello stato delle sospensioni, hanno una minore tenuta di strada. Freni, organi di sterzo, la lista potrebbe allungarsi. In queste condizioni come è possibile garantire un servizio di qualità per l’utenza? Inadempienze che rendono insicuro anche il luogo di lavoro. Nulla in questi anni è stato fatto, per sanare anche una sola di queste situazioni critiche.
Tuttavia nell’autoparco recentemente è apparsa una nuova vettura, peccato che a fare la sua fiammante comparsa sia stata una costosissima vettura di rappresentanza. Probabilmente il dirigente intende raccogliere personalmente in strada i cittadini che attendono un mezzo di trasporto pubblico.

C’è poi il vice presidente di turno, animato dal proposito encomiabile di rinnovare il servizio di telefonia veicolare che ha lasciato per ben tre mesi i mezzi senza alcun sistema per comunicare con l’officina in caso di guasto. Operatori abbandonati e impossibilitati a comunicare variazioni di servizio. Sarebbe stato sufficiente, mutuare la gestione già in essere in altre aziende, evitando di lanciarsi in improbabili aste al ribasso nel tentativo di strappare condizioni di servizio migliori. Come accade spesso nelle aziende pubbliche, dopo tre mesi si è tornati ad utilizzare il vecchio sistema!
Non è mancato il tentativo di innovazione modaiola, sempre ad opera del vulcanico vice presidente: rinnovare le divise dei dipendenti! Diremmo bella idea, ne guadagna l’immagine! Un susseguirsi di consulenze, con stilisti chiamati da “chi di tessile se ne intende”. Anche in questo caso i risultati sono stati mirabolanti, ora infatti il personale non riesce ad ottenere nemmeno il ciclico cambio del vestiario. Come dire: chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quello che lascia ma non sa quello che trova, peccato che noi sappiamo quello che abbiamo trovato.

E. Rispetto a trenta, venti, dieci…cinque…ma anche solo due anni fa il numero del personale amministrativo è più che raddoppiato, a parità di chilometri percorsi, mentre il numero degli autisti pressoché invariato, perché?
La febbre delle esternalizzazioni dei servizi sono un’ulteriore prova di una cattiva gestione del denaro pubblico. Nessun abbattimento dei costi. Infatti ad esempio il costo per la pulizia delle macchine che era fatta dal personale dipendente, attualmente virato ad altre mansioni, è lievitato. Le consulenze che per le quali a vario titolo si è speso il denaro dell’azienda a quale risparmio hanno portato? Abbiamo registrato un improvviso e inspiegabile incremento di personale impiegatizio, prima che qualche decreto ne fermasse l’ingresso. Per trovare posto a questi nuovi assunti si è assistito al miracolo impiegatizio della moltiplicazione di scrivanie e computer. Miracolo che a quanto pare discrimina gli autisti che rimangono cronicamente sotto organico.
Se state pensando che ci vorrebbe un bel concorso…ecco forse dovreste leggere oltre. Nell’ultimo indetto, al quale per partecipare era necessario la laurea in Ingegneria, ha registrato già dopo la prima prova, un unico vincitore, peraltro con punteggio elevatissimo rispetto agli altri candidati. Il concorso è stato affidata ad un’Agenzia che sembrerebbe essere “vicina” ad amministratori dell’azienda. Se risultasse vero, questo sarebbe in aperta violazione della norma sulla trasparenza dei concorsi pubblici. Vorremmo chiedere delucidazioni in merito a quanti ne hanno competenza.
Un’ulteriore domanda, perché siamo curiosi, sempre a proposito di quest’ultimo concorso. Se per caso l’unico possibile vincitore rinunciasse, l’azienda rinuncerebbe a tale figura o dovrebbe bandire un ulteriore concorso, sempre a spese del contribuente oppure ha già un nome con il quale supplire ad un’eventuale rinuncia del vincitore?
Va riaffermata che la gestione clientelare della cosa pubblica, considerata a torto prassi consueta proprio qui nel Sud del Paese, è l’unica causa del disastro che vi stiamo presentando. Siamo stanchi, ogni giorno di apprendere nuovi particolari sconcertanti con protagonisti proprio coloro deputati alla gestione del denaro di tutti noi.

La nostra pazienza di cittadini impegnati nel mondo del lavoro è tracimata. Abbiamo persone che vivono con drammaticità la necessità di ottenere garanzie occupazionali, poiché a loro è demandato il compito di sostenere il nucleo familiare. In un momento in cui il lavoro corre pericoli reali, già infatti circola la voce di esuberi nell’altra azienda di trasporto che opera anche sul territorio della nostra provincia. Abbiamo il sacrosanto dovere di denunciare a quanti ne hanno la responsabilità che una conduzione non esattamente virtuosa può portare in tempi brevi a non solo far temere per altri posti di lavoro ma per le garanzie minime necessarie sui posti di lavoro.
Ci sarebbe molto altro da riferire e sarà nostra cura farlo in una prossima occasione.
Riteniamo di aver atteso un tempo congruo nella speranza di assistere all’auspicato cambiamento che non è avvenuto.
A confuta di quanto sopra detto per rendere meglio l’idea, presentiamo una tabella, precisando che per evitare inutili commenti denominiamo la ditta di trasporti non locale “azienda centro nord”:

AZIENDA centro nord
km percorsi in un anno
8.500.000 GTM
km percorsi in un anno
5.500.000
Direttore Generale 1 1
Vice direttore Generale 0 1
Dirigenti 0 3
Consulenti Dirigenza 0 1/2
Funzionari 3 8
impiegati 10 40

Crediamo che la tabella si commenti da se e che siano chiare le responsabilità che sono unicamente riconducibili a chi governa l’azienda e conseguentemente la politica .

Il sindacato di categoria UGL Autoferrotranvieri di Pescara, chiede per questo che si ricorra all’autogestione della GTM.

Possiamo dimostrare infatti che una più sana conduzione dell’azienda è l’unico viatico in condizione di garantire una sicura tenuta del posto di lavoro, in mancanza del quale si creerebbe sul territorio una tragica situazione di emergenza sociale.

Il Segretario Provinciale UGL Autoferrotranvieri Pescara
Gabriele D’Aloisio
Il Segretario Provinciale UTL UGL Pescara
Gianna De Amicis

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