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Marcinelle: per non dimenticare

Domenica prossima 8 agosto saranno trascorsi 54 anni dalla tragedia di Marcinelle. Una tragedia che divenne da subito “simbolo di riscatto dei lavoratori”. Nel pozzo del Bois du Cazier le tutele per i minatori erano pressoché inesistenti costretti com’erano a sopportare condizioni disumane. I nostri lavoratori erano arrivati in Belgio già da qualche anno spinti lì dalla disperazione e dalla fame ma anche da un accordo vergognoso stipulato tra il governo belga e quello italiano che prevedeva l’acquisto di carbone a fronte dell’impegno italiano di mandare 50 mila uomini da utilizzare nel lavoro di miniera. I nostri minatori definiti, in maniera dispregiativa, “musi neri” seppero pur tra tanta diffidenza conquistare rispetto rimanendo sempre fieri delle loro origini. Poi alle ore 8,10 di quel maledetto 8 agosto del 1956, l’esplosione….i morti, l’incontenibile e disperato pianto delle mamme, delle mogli e dei figli. La prima reazione dei governi fu fredda ma nell’opinione pubblica mondiale si capì da subito che a Marcinelle non erano morti solo dei lavoratori, era morta o rischiava di morire per sempre, la dignità del mondo del lavoro. E allora i giornali di tutto il mondo si interessarono, come non mai, a quell’evento, reclamarono la verità, vollero capire le ragioni, in una parola, esaltarono quel messaggio che saliva dalla miniera. Mai come oggi, in un mondo del lavoro fatto solo di incertezze, con la precarietà oramai diffusa, con aziende che chiudono e con altre che preferiscono espatriare e con l’eterna e tragica piaga, delle morti sul lavoro, con tutto questo c’è ancora tanto bisogno dello “spirito di Marcinelle”. Anche per questo sabato 7 agosto, alla vigilia della ricorrenza, la UGL sarà a Manoppello, sarà in quel paese che pagò il prezzo più alto in vite umane, sarà lì per ricordare i minatori di allora ma anche per gridare le esigenze dei lavoratori di oggi. Durante la manifestazione,che avrà inizio alle ore 10,00, alla quale parteciperà il Segretario Generale della UGL Giovanni Centrella, verrà consegnata “la lampada del minatore” 2010 proprio al Comune di Manoppello, appunto per quel tributo di dolore e di sangue patito nella miniera di Marcinelle e analogo riconoscimento ad Antonio Frazzi regista del film Rai “Marcinelle” e a Lucio Parrotto fondatore del “museo del minatore” di Casarano. Premio speciale all’attore Milo Vallone per “Mille metri sotto terra” opera di Luca Pompei, infine sarà presente il fratello della più giovane delle vittime della miniera quel ragazzino appena sedicenne che solo da pochi giorni lavorava in Belgio, quell’Antonio Sacco a cui, per altro, è dedicata la sala dove l’intera manifestazione si svolgerà e poi, immancabile, la presenza delle “vedove di Marcinelle”. Insomma un viaggio tra il tragico passato e il difficile presente per rintracciare e difendere il diritto dei lavoratori a non essere mai più sacrificati o calpestati per altrui interessi. Ecco perché saremo a Manoppello.
